Il Ministro Brunetta insiste sempre più sulla necessità ed opportunità economica di dematerializzare gli archivi cartacei e di trasformare le informazioni cartacee in informazioni digitali.
I vantaggi derivanti sono ormai più che noti, velocità di reperimento delle informazioni, sicurezza di immodificabilità, risparmio di tempo e denaro, competitività ed immagine aziendale.
Sono tutte osservazioni logiche e giuste, però, fino ad ora, poco attuate.
Il motivo è semplice, la dematerializzazione viene vista prevalentemente come un costo aggiuntivo e non una fonte di risparmio; le aziende ed anche le amministrazioni pubbliche sono molto restie ad investire in periodi diciamo complicati come quello attuale.
Giustamente ci si preoccupa della disoccupazione; ma allora mi chiedo, per quale motivo non incentivare un settore che potrebbe dare lavoro a molto persone?
La carta da eliminare o, quantomeno, da trasformare in bit ha una mole inimmaginabile; basti pensare a Tribunali, Cliniche, Studi legali o notarili, archivi comunali.
Un aiuto in termini economici con contributi governativi potrebbe dare quell' impulso, così come avvenuto per il settore auto e quello delle bici, necessario per far decollare un settore che di sicuro stimolerebbe l'economia con nuovi posti di lavoro, vendita di apparecchiature hardware necessarie, risparmio reale di denaro.